Locazioni abitative: il nuovo accordo territoriale per i contratti a canone concordato

At Gen 18, 2018

 

Pochi giorni prima di Natale, il 14 dicembre 2017, il Comune di Trieste e le organizzazioni della proprietà edilizia e dei conduttori maggiormente rappresentative a livello locale (CONFEDILIZIA, UPPI, SUNIA, SICET, UNIAT, ASSOCASA) hanno rinnovato l’accordo Territoriale previsto dal Decreto ministeriale 16 gennaio 2017 del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, che riguarda la stipula dei contratti di locazione ad uso abitativo a canone concordato, transitori e per studenti universitari come previsto dalla legge n. 431/1998.

Va ricordato che la legge sopra citata prevede che a fronte di un canone ridotto rispetto al cosidetto canone “libero”, la durata del contratto può essere inferiore ai 4 anni +4, ossia minimo 3 + 2.

L’accordo ha la funzione di calmierare il mercato delle locazioni e di adeguare i valori dei canoni all’andamento del mercato; già nel 2003 Trieste era stato uno dei Comuni virtuosi: all’epoca l’accordo era stato sottoscritto anche da CONFAPPI – ANIA – FEEDERCASA – ERDISU (per la parte relativa alle locazioni a studenti).

Inoltre optando per queste tipologie di contratti il proprietario può optare per il regime di tassazione della cedolare secca, con un significativo risparmio fiscale.

Ma quali sono le principali variazioni rispetto al precedente accordo?

Una novità interessante, almeno in teoria, è la possibilità di applicazione dell’accordo anche alla locazione di una porzione di immobile, ossia una stanza, o un posto letto.

Le zone in cui è stato suddiviso il territorio del Comune di Trieste sono in parte state riviste, con l’obiettivo di rendere più omogenee le aree, a cui corrispondono fasce di oscillazione del canone differenti: ad esempio un appartamento in zona Piazza della Borsa o Canale di Ponterosso, a parità di condizioni, avrà un canone più alto rispetto ad un in zona Ospedale Maggiore, o a Servola.

I canoni, o per meglio dire i valori minimi e massimi delle fasce di oscillazione, sono stati tutti ridotti: appare logico, considerato la significativa riduzione del mercato immobiliare sia delle compravendite che delle locazioni negli ultimi 10 anni. Il criterio utilizzato è però, a mio avviso un po’ discutibile: si è ritenuto di effettuare un ribasso generalizzato in base ai dati dell’ISTAT rispetto ai valori dell’accordo del 2003. Una verifica più puntuale, magari coinvolgendo le associazioni degli Agenti Immobiliari, forse avrebbe consentito una maggiore precisione.

E’ stato aggiunto un nuovo elemento che consente di posizionare l’immobile nelle subfasce a canone più elevato: la Classe Energetica A o B. Si tratta di una sempre maggiore sensibilizzazione ai consumi energetici (e risparmi), perchè gli immobili che rientrano in quelle categorie a Trieste sono veramente pochi… purtroppo. Ma di questo potremmo parlarne in un prossimo articolo.

Una ulteriore novità, prevista dalla citata legge, è l’obbligo di richiedere ad almeno una delle Associazioni che hanno sottoscritto l’accordo l’attestazione di conguità di canone e contratto. Spiace che anche in questa circostanza non viene riconosciuta la professionalità degli agenti immobiliari, aggiungendo – di fatto – un ulteriore costo a carico delle parti, o come spesso avviene di prassi, a carico dell’inquilino.

Per chi volesse, utile sapere che l’intera documentazione è reperibile sul sito del Comune di Trieste, al seguente link:

http://sociale.comune.trieste.it/contratti-di-locazione/

Sticky
Share

Mercato immobiliare e nuova cultura del costruire

At Ott 31, 2016

Qualche settimana fa, ho partecipato alla prima Construction Conference “Governare l’innovazione nel mercato che si trasforma“, evento organizzato da Civiltà di Cantiere a Udine.

mercato-immobiliare

Al centro della due giorni, presenti attori dell’intera filiera delle costruzioni, l’innovazione e la trasformazione dell’edilizia, uno dei settori più colpiti dalla crisi finanziaria ed economica degli ultimi dieci anni, che ha inciso profondamente anche sul mercato immobiliare.

Un confronto per favorire un cambio di mentalità, che in un mutato contesto di norme più snelle, riduzione della pressione fiscale, maggiore facilità di accesso al credito, potrà contribuire al rilancio del settore immobiliare.

E’ emersa la consapevolezza che non è possibile tornare alle dinamiche di mercato di dieci anni fa; per cogliere le opportunità del futuro occorre saper interpretare il cambiamento.

Le metamorfosi sociali e culturali, il mutato potere di acquisto, l’attenzione alla sostenibilità e difesa dell’ambiente, stanno trasformando la domanda abitativa: per intercettarla sarà necessario innovare processi e prodotti, marketing innovativo, nuovi modelli di business.

Un nuovo modello di impresa, con nuove competenze, aperta e collaborativa, in una logica di rete estesa a tutti i soggetti rilevanti per il mercato: promotori pubblici e privati, progettisti, agenti immobiliari, in grado di interagire tra loro, ma soprattutto di dare risposte personalizzate ai bisogni dei clienti utilizzatori.

Sticky
Share

Cambiare casa: da dove cominciare?

At Apr 04, 2016

Secondo il censimento generale della popolazione del 2011 realizzato dall’ISTAT, in Friuli Venezia Giulia il 76,9% delle famiglie residenti abita in un immobile di proprietà; a Trieste la percentuale è leggermente più bassa, pari al 71,9%.

Cambiare-casa-da-dove-cominciare

Come comportarsi in questo caso se si volesse cambiare casa?

La legge di stabilità 2016 ha introdotto una interessante opportunità: da gennaio può usufruire delle agevolazioni per l’acquisto dell’abitazione principale anche chi già possiede un immobile acquistato con le agevolazioni fiscali, purché la vendita della “vecchia casa” sia effettuata entro un anno dall’acquisto della “nuova”.

A tutti piacerebbe poter comprare una nuovo immobile, trasferirsi e poi con calma mettere in vendita il vecchio, ma non sempre è possibile.

La prima cosa da fare è definire la propria capacità di spesa; consultare il proprio estratto conto è molto semplice, ma se non si dispone di una cifra sufficiente all’acquisto, compreso spese e tasse, è opportuno approfondire altri due punti:

1. Valutare quanto si può realizzare dalla vendita della propria abitazione.

Partendo dal possibile prezzo realizzabile, occorre tener presente se c’è un mutuo residuo da estinguere, se c’è un credito d’imposta o al contrario verificare di non perdere eventuali benefici fiscali o agevolazioni di cui si ha usufruito.

2. Valutare se ricorrere ad un mutuo.

Anni fa il sistema bancario era propenso a stipulare mutui che arrivavano ben oltre l’80% del valore della casa. Oggi, nella maggior parte dei casi, gli istituti di credito sono molto più prudenti, preferendo rischiare meno: mediamente la cifra finanziata è attorno al 60% con tassi molto vantaggiosi.

Chiarito qual è il budget disponibile, è possibile verificare se gli immobili in vendita, entro la fascia di prezzo definita, hanno le caratteristiche desiderate.

Soprattutto di questi tempi, la soluzione migliore è quella di mettere in vendita il proprio immobile: siamo ancora in una fase di mercato in cui l’offerta di immobili in vendita è molto superiore alla domanda di acquisto, perciò meglio essere sicuri di aver trovato un acquirente ed avere certezza della cifra che si può spendere, per cercare poi con tranquillità l’abitazione con le caratteristiche desiderate.

Sticky
Share
  • Chi siamo

    Siamo presenti sul mercato immobiliare dal 1987, investendo in formazione, innovazione e ampliando le competenze e la gamma dei servizi offerti, nella convinzione che il miglior ritorno pubblicitario sia la soddisfazione del cliente.
    Leggi di più...

  • Contatti

    Indirizzo

    Via Imbriani 5, Trieste

    E-mail

    info@virtualrealty.it

    Telefono

    (+39) 040 765454

    Fax

    (+39) 040 46031146

  • logo-immobiliaretrieste.it logo-fiaip